Hantavirus: sintomi, trasmissione, trattamento e prevenzione

Hantavirus: sintomi, trasmissione e trattamento
L'hantavirus è una famiglia di virus a RNA trasmessi all'uomo dai roditori, principalmente attraverso l'inalazione di aria contaminata da urine, feci o saliva essiccate di topi e ratti infetti. A seconda del tipo virale, l'infezione può causare un grave coinvolgimento dei reni o dei polmoni. La trasmissione interumana è eccezionale e non si verifica nelle situazioni quotidiane. Non esistono antivirali specifici approvati né un vaccino largamente disponibile: il trattamento è di supporto. In Italia i casi sono rari — pochi all'anno secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità — ma una diagnosi precoce rimane decisiva per l'esito clinico.
Perché si parla nuovamente di hantavirus?
All'inizio di maggio 2026, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato tre decessi e almeno otto casi sospetti di infezione da hantavirus a bordo di una nave passeggeri in rotta dall'Argentina a Capo Verde, attraverso l'Atlantico meridionale. L'OMS valuta il rischio globale come basso, ma mantiene una stretta sorveglianza e procede al sequenziamento genomico dei campioni.
Il caso ha attirato particolare attenzione perché la nave era partita dall'Argentina, area di circolazione del virus Andes — l'unica variante di hantavirus per cui sia stata documentata una limitata trasmissione interumana.
In Italia, l'hantavirus non rappresenta una minaccia sanitaria significativa. L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) monitora la circolazione del virus da decenni: i casi confermati restano nell'ordine di poche unità all'anno, concentrati prevalentemente nel nord-est del Paese (Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige) e in alcune zone appenniniche.
Che cos'è l'hantavirus?
Gli hantavirus appartengono alla famiglia Hantaviridae dell'ordine Bunyavirales e sono virus a RNA. L'OMS riconosce oltre 20 specie patogene per l'uomo. I roditori — topi, arvicole e ratti — sono i loro ospiti naturali: portano il virus in modo cronico senza ammalarsi e lo eliminano attraverso urine, feci e saliva per molti mesi.
L'infezione è una zoonosi, cioè si trasmette dall'animale all'uomo. A seconda della specie virale e della distribuzione geografica si manifestano due quadri clinici principali:
1. Febbre emorragica con sindrome renale (FERS)
Forma dominante in Europa e Asia. Colpisce principalmente i reni e il sistema vascolare. L'OMS stima circa 150 000 casi annui nel mondo, oltre la metà dei quali in Cina. In Italia i pochi casi documentati sono attribuiti principalmente al virus Dobrava-Belgrade e, in misura minore, al virus Puumala.
2. Sindrome polmonare da hantavirus (HPS)
Diffusa principalmente nelle Americhe. Colpisce i polmoni e può causare un'insufficienza respiratoria a rapida progressione. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention statunitensi (CDC), la letalità raggiunge circa il 38 % nelle forme gravi. Questa forma non è presente in Italia.
Caso particolare: virus Andes
Il virus Andes, presente in Patagonia (Argentina e Cile), è l'unico hantavirus per il quale sia stata documentata una limitata trasmissione interumana. Questo dato è particolarmente rilevante nel contesto dell'epidemia marittima del 2026, partita dall'Argentina.
Hantavirus in Italia: epidemiologia
In Italia l'hantavirus circola in modo sporadico, con un numero di casi confermati molto contenuto rispetto ad altri Paesi europei. La sorveglianza è coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e gli istituti zooprofilattici sperimentali.
Caratteristiche principali in Italia:
Numero ridotto di casi clinici confermati annualmente (in media meno di 20)
Distribuzione concentrata nel nord-est (Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige) e in alcune aree dell'Appennino settentrionale
I primi casi documentati risalgono ai primi anni Novanta in Friuli, vicino al confine sloveno
Il virus Dobrava-Belgrade è il sierotipo prevalente, con il topo selvatico dal collo giallo (Apodemus flavicollis) come principale serbatoio
Il virus Puumala è circolante a basso livello nelle aree alpine, con l'arvicola rossastra (Myodes glareolus) come serbatoio
La letalità in Italia è inferiore all'1 %; le forme gravi da Dobrava sono possibili ma rare
L'infezione da hantavirus in Italia è soggetta a notifica obbligatoria secondo il decreto ministeriale del 15 dicembre 1990.
Sintomi dell'hantavirus
L'infezione evolve generalmente in due fasi. I primi sintomi assomigliano a quelli dell'influenza o del COVID-19, rendendo difficile la diagnosi precoce.
Periodo di incubazione: generalmente da 12 a 21 giorni dopo l'esposizione. In casi rari i sintomi possono comparire da 5 a 60 giorni dopo.
Fase iniziale (giorni 1–5)
Febbre alta a comparsa improvvisa, poco responsiva agli antipiretici
Forti dolori muscolari, soprattutto a livello lombare, fianchi e spalle
Astenia marcata
Mal di testa e vertigini
Disturbi gastrointestinali: nausea, vomito, dolore addominale, talvolta diarrea
Brividi
Arrossamento del viso e del collo
Fase di stato (giorni 4–10)
A seconda del virus coinvolto, il quadro clinico diverge:
FERS (forma renale — Italia)
Dolore lombare caratteristico
Riduzione marcata della diuresi (oliguria), fino all'anuria
Ematuria (sangue nelle urine)
Visione offuscata o miopia transitoria — segno tipico nelle infezioni da Puumala
Petecchie (piccole macchie rosse sulla pelle)
Sangue dal naso o dalle gengive
Ipotensione, talvolta shock
HPS (forma polmonare — Americhe)
Dispnea importante e respirazione accelerata
Tosse secca
Edema polmonare
Shock e insufficienza respiratoria
Importante: in caso di contatto recente con roditori o ambienti potenzialmente contaminati e comparsa di tali sintomi, rivolgersi tempestivamente a un medico. Un trattamento di supporto precoce migliora significativamente la prognosi.
Come si trasmette l'hantavirus?
Le vie di trasmissione sono spesso fraintese. Ecco quanto è scientificamente accertato:
Via principale — inalazione di aerosol: quando urine, feci e saliva di roditori infetti si seccano, le particelle virali si disperdono nell'aria durante operazioni come spazzare, spostare oggetti o pulire. Gli ambienti chiusi e poco ventilati — fienili, soffitte, cantine, capanni, depositi, case di vacanza disabitate — rappresentano il rischio maggiore.
Altre vie documentate:
Contatto con superfici contaminate seguito dal contatto con bocca, occhi o naso
Morso da roditore infetto (raro)
Consumo di alimenti contaminati da saliva di roditori (raro; il succo gastrico inattiva di solito il virus)
Vie attraverso cui l'hantavirus NON si trasmette:
Trasmissione interumana nella vita quotidiana. Unica eccezione: virus Andes in Sudamerica.
Trasfusione di sangue: nessun caso documentato.
Animali domestici (cani, gatti) o da allevamento (mucche, polli): non sono ospiti del virus. Possono però trasportare meccanicamente materiale contaminato se hanno cacciato roditori.
Persone a rischio
Il rischio di infezione è più elevato per:
Agricoltori e allevatori
Operatori forestali, cacciatori, escursionisti, campeggiatori
Persone che puliscono ambienti chiusi inutilizzati a lungo (capanni, fienili, case di vacanza)
Operai edili, addetti alla disinfestazione
Personale di laboratorio che maneggia roditori
Residenti in zone rurali delle aree endemiche
In Italia, le infezioni si concentrano soprattutto tra la primavera e l'autunno, quando aumenta l'attività dei roditori e si svolgono lavori di pulizia in spazi rurali e di seconda casa.
Diagnosi
La diagnosi si basa sul sospetto clinico, sul contesto di esposizione e sulla conferma laboratoristica.
1. Anamnesi: la domanda chiave riguarda eventuali contatti con roditori o permanenza in ambienti potenzialmente contaminati nelle settimane precedenti (casa di campagna, capanno, fienile, sottobosco).
2. Esame obiettivo: valutazione emodinamica, funzione renale, segni di sanguinamento.
3. Esami di laboratorio:
Sierologia (ELISA): ricerca di anticorpi IgM e IgG contro l'hantavirus
PCR: rilevamento dell'RNA virale, particolarmente utile nella fase precoce
Emocromo: la trombocitopenia è un segno quasi costante
Funzione renale: creatininemia, azotemia
Esame urine: proteinuria, ematuria
Funzione epatica per valutare la disfunzione multiorgano
4. Imaging:
Radiografia o TC del torace in caso di sospetto coinvolgimento polmonare
Ecografia renale in caso di sospetta forma renale
In Italia l'infezione è soggetta a notifica obbligatoria: il laboratorio che conferma il caso deve segnalarlo all'azienda sanitaria locale (ASL) di competenza.
Trattamento dell'hantavirus
Non esistono antivirali specifici approvati né vaccini disponibili in Italia o nell'Unione Europea. Il trattamento è sintomatico e di supporto, adattato al quadro clinico.
Nella FERS (forma renale)
Ricovero ospedaliero nelle forme moderate e severe
Emodialisi in caso di insufficienza renale acuta (può essere salvavita)
Gestione attenta del bilancio idroelettrolitico
Sostegno della pressione arteriosa
Trattamento delle complicanze emorragiche, con emocomponenti se necessario
Nella HPS (forma polmonare)
Trattamento in terapia intensiva
Ossigenoterapia, ventilazione meccanica se necessaria
Gestione prudente dei liquidi (la sovraccarica peggiora l'edema polmonare)
Sostegno emodinamico con vasopressori
Antivirali
La ribavirina ha mostrato una possibile utilità in studi sulle forme precoci di FERS, ma le prove sono contrastanti e non rappresenta lo standard terapeutico. La decisione viene presa caso per caso dallo specialista in malattie infettive.
Una diagnosi tempestiva e un trattamento di supporto adeguato sono i principali fattori prognostici.
Prevenzione: come proteggersi?
In assenza di un vaccino, la prevenzione si basa sulla derattizzazione e sulla pulizia sicura degli ambienti potenzialmente contaminati.
A casa e sul posto di lavoro:
Sigillare le aperture da cui i roditori possono entrare (sotto le porte, prese d'aria, condotti)
Conservare gli alimenti in contenitori ermetici
Smaltire i rifiuti regolarmente
Eliminare possibili rifugi nei pressi degli edifici: cataste di legna, sterpaglie, materiali di scarto
Pulizia di ambienti chiusi inutilizzati a lungo (attività a maggior rischio):
Aerare per almeno 30 minuti prima di entrare
Non spazzare né aspirare a secco — disperde il virus nell'aria
Inumidire le superfici con una soluzione disinfettante (candeggina diluita 1:9 oppure disinfettante autorizzato) e poi pulire con panni umidi
Indossare almeno una mascherina FFP2 o FFP3 e guanti impermeabili
Lavare accuratamente le mani al termine, lavare gli abiti utilizzati a 60 °C
In esterni (campeggio, escursionismo, caccia):
Evitare di accamparsi nei pressi di tane o tracce di roditori
Conservare il cibo in contenitori ermetici sollevati da terra
Usare tende con telo doppio e fondo cucito
Quando rivolgersi al medico?
Consultare un medico tempestivamente se:
C'è stato un contatto recente con roditori o ambienti potenzialmente contaminati (casa di campagna, capanno, sottobosco) e compaiono febbre alta, intensi dolori muscolari o forte mal di testa
Si sviluppano dispnea, tosse persistente o marcata riduzione della diuresi
Compaiono petecchie o sanguinamenti inspiegati
La prima consultazione avviene generalmente con il medico di medicina generale o presso un reparto di malattie infettive. In base all'evoluzione clinica, il paziente può essere indirizzato a un nefrologo o a uno pneumologo.
Domande frequenti
L'hantavirus è contagioso da persona a persona?
In condizioni normali, no. L'unica eccezione documentata è il virus Andes in Sudamerica, dove sono stati riportati casi limitati di trasmissione interumana.
Quanto è pericoloso l'hantavirus in Italia?
In Italia i casi sono rari e l'evoluzione è generalmente favorevole, con letalità inferiore all'1 %. Le forme severe da virus Dobrava sono possibili ma poco frequenti.
Esiste un vaccino contro l'hantavirus?
Nessun vaccino è autorizzato in Italia o nell'Unione Europea. In alcuni Paesi asiatici si utilizzano vaccini inattivati con disponibilità ed efficacia limitate.
Il mio cane o gatto può trasmettermi l'hantavirus?
No. Gli animali domestici non sono ospiti del virus. Tuttavia, se cacciano roditori, possono trasportare meccanicamente materiale contaminato.
Qual è il periodo di incubazione?
Generalmente da 12 a 21 giorni, fino a 60 giorni in casi rari.
Ho trovato escrementi di topo in cantina, devo preoccuparmi?
La presenza di tracce non significa infezione. Il rischio deriva dall'inalazione delle particelle durante la pulizia. Aerare a lungo, inumidire le superfici, indossare mascherina FFP2 e guanti, non spazzare né aspirare a secco: con queste precauzioni il rischio si riduce drasticamente.
Quali sono le regioni italiane più colpite?
I casi documentati si concentrano principalmente nel nord-est (Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige) e in alcune zone dell'Appennino settentrionale, in particolare Toscana ed Emilia-Romagna.
L'infezione da hantavirus è soggetta a notifica obbligatoria in Italia?
Sì. Il caso confermato deve essere segnalato all'azienda sanitaria locale di competenza secondo il decreto ministeriale del 15 dicembre 1990.
Punti chiave da ricordare
L'hantavirus è un virus a RNA trasmesso dai roditori principalmente per inalazione di aerosol delle loro deiezioni essiccate.
In Italia i casi sono pochi e concentrati nel nord-est e in alcune aree appenniniche.
La trasmissione interumana non avviene nella vita quotidiana.
Non esistono vaccini né antivirali specifici autorizzati: il trattamento è di supporto.
La prevenzione si fonda sulla derattizzazione e sulla pulizia sicura degli ambienti contaminati.
L'anamnesi di esposizione ai roditori è l'elemento diagnostico più prezioso.
Avviso medico: questo articolo ha finalità di informazione generale e non sostituisce una consulenza, diagnosi o terapia medica professionale. Per qualsiasi questione relativa alla salute, consultare un professionista sanitario qualificato.
Fonti: Istituto Superiore di Sanità (ISS), Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, Ministero della Salute, Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Centers for Disease Control and Prevention (CDC).
Nota redazionale: questo articolo è stato preparato dalla redazione di HekimDoktor. Si raccomanda la revisione da parte di un infettivologo prima della pubblicazione.
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